giovedì 25 febbraio 2016

Nascita - Sarò mamma : Riconoscere e prevenire la depressione in gravidanza


La gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici, tanto che alcune donne hanno difficoltà ad accettarne lo stato provando sentimenti contrastanti di felicità e paura, di preoccupazione per ciò che le attende. Si tratta di reazioni piuttosto diffuse e condivise che tuttavia non vengono sempre espresse dalla futura mamma nel timore di sentirsi diverse e giudicate inadeguate al loro futuro ruolo.
Molto importante in questo periodo è dare ascolto a ciò che si sente e prova dentro di sé, perché tristezza, sconforto e ansia possono facilmente trasformarsi in veri e propri sintomi di depressione.
Sono sentimenti e aspetti che non vanno sottovalutati poiché il mancato riconoscimento, e di conseguenza il non trattamento di questa sintomatologia, può arrivare a compromettere il decorso della gravidanza, con ricadute che vanno dalla scarsa cura di sé all’abuso di sostanze, fino al coinvolgimento dello sviluppo del feto e ai processi di attaccamento madre-neonato.

Da questa premessa è facile comprendere come i cambiamenti che la gravidanza e la maternità impongono non si riferiscono solo al mondo esterno, bensì implicano una metamorfosi interiore importante. In questo senso essi diventano dunque occasione di un travaglio che oltre ad essere fisico è soprattutto psicologico.
Con la nascita di un bambino, soprattutto il primo, la mamma passa ad una organizzazione psichica ancora sconosciuta e peculiare che determina una serie di azioni, tendenze, sensibilità, fantasie, paure e desideri che vanno a scontrarsi con quella che sarà la nuova realtà la quale implica:
• Un cambiamento di ruolo e delle relazioni sociali
• Un cambiamento di identità
• Un cambiamento nella relazione di coppia
• Un confronto con la figura materna
• L’acquisizione della funzione materna
• La perdita dello stato interessante
• La perdita della fusione con il bambino
• La non corrispondenza fra bambino reale e bambino immaginario
• La relazione di dipendenza con il neonato.
Come accorgersi di una depressione in gravidanza?
I sintomi
La depressione in gravidanza non è necessariamente premonitrice di una depressione post-parto certa. Occorre tuttavia fare attenzione ad alcuni sintomi, specie emotivi della madre, e notare se sono intensi e/o protratti nel tempo, se vengono vissuti negativamente e se sono accompagnati da pensieri autocritici ricorrenti.
Questa combinazione di fattori, infatti, in qualche modo potrebbe influenzare il naturale decorso della gravidanza. Accorgersi subito di questi segnali in gravidanza significa poter intervenire e curarli al loro esordio e prima che la malattia porti ad una depressione postpartum. I segnali più evidenti di una depressione si caratterizzano con:
• Umore profondamente triste o irritabile
• Stanchezza, agitazione
• Sensazione di inadeguatezza con mancanza di fiducia in se stesse
• Perdita di interesse o di piacere nelle comuni attività
• Difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione
• Disturbi del sonno e dell’appetito.
Fattori di rischio
La patologia psichiatrica, sia essa un disturbo d’ansia o un disturbo depressivo, è determinata da una molteplicità di fattori e per una corretta diagnosi e un percorso terapeutico adeguato è necessario individuare tutti gli aspetti che partecipano allo sviluppo del disturbo.
Spesso esistono fattori, definiti fattori di vulnerabilità, già presenti prima della gravidanza che predispongono la donna alla depressione.
Essi si identificano in:
• Una vulnerabilità ormonale (Sindrome premestruale-Disturbo Disforico Premestruale)
• Una storia psichiatrica pregressa
• Una depressione, disturbi dell’umore, ansia prenatale
• Una familiarità positiva per disturbi psichiatrici
• Una gravidanza non programmata e/o non desiderata
• Una difficoltà di relazione con il partner
• Un inadeguato supporto psicosociale
• Recenti eventi di vita stressanti (breve intervallo tra le gravidanze, complicazioni nello sviluppo del feto, perdita del lavoro)
• Un basso livello socioeconomico.
Conseguenze della depressione in gravidanza
Durante la gravidanza molte donne possono sembrare più stressate emotivamente, senza tuttavia soddisfare i criteri di una qualunque malattia mentale, manifestando alterazioni psicologiche – comprese ansia, labilità dell’umore e preoccupazioni esterne – riguardanti i cambiamenti del corpo ed il benessere del feto. Fra questi disagi è proprio l’ansia uno degli stati a cui prestare maggiore attenzione.
L’ansia in gravidanza
Lo stato d’ansia aumenta progressivamente con il progredire della gravidanza con valori più alti nel 3° trimestre. In particolare, se essa è presente nella 32° settimana, è un probabile fattore predittivo di depressione nel periodo post-natale.
Essa non va sottovalutata, poiché l’ansia in gravidanza potrebbe portare a:
• Depressione post-partum
• Disturbo di sviluppo e attività fetali per una modificazione e attivazione prolungata di alcuni sistemi di allarme allo stress
• Basso peso alla nascita
• Difetti fisici nel bambino
• Problemi comportamentali-emozionali
• Predisposizione alle abitudini tabagistiche
• All’uso di sostanze psicoattive e alcool usate a scopo ansiolitico
• Riduzione dell’appetito con compromissione del peso e dello sviluppo della gravidanza.
Questi comportamenti da parte della futura mamma sono indicatori di una scarsa adesione al “progetto gravidanza” con manifestazioni che possono variare da:
• Una scarsa cura di sé
• Una malnutrizione materna con alterazione dello sviluppo fetale
• L’abuso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive
• L’incapacità a riconoscere i prodromi del parto
fino ad arrivare a:
• Aborti, complicanze neonatali (nascita pretermine, basso peso corporeo alla nascita, ridotta circonferenza cranica, basso indice di Apgar ossia dei parametri per la valutazione della vitalità del neonato: pressione, respirazione, battito cardiaco).
Come intervenire in caso di depressione in gravidanza? Azioni terapeutiche
- L’ansia leggera può essere controllata con interventi di rilassamento muscolare (sequenze organizzate di esercizi di contrazione e decontrazione di gruppi muscolari di tutti i segmenti corporei).
- Tecniche di controllo del corpo e del respiro con interventi preventivi sul decorso e sulla tutela del sonno in gravidanza e nel puerperio.
- Approccio di psicoterapia mirato, sia individuale che di coppia nella forma di counseling o di una psicoterapia strutturata ed eventuale intervento farmacologico con antidepressivi in caso di ansia intensa.