lunedì 16 aprile 2018

C' eravamo anche noi al Festival della Maternità di Padova

Ieri al Festival della maternità c’eravamo anche noi di Progetto Ilizia, eravamo presenti insieme a tante altre associazioni per dimostrare quanto amore per la Donna e la famiglia tutta esista in tutta Italia.



Il posto era di sicuro impatto ma forse un pò dispersivo per le tante associazioni pervenute. 
Abbiamo fatto un gran bel lavoro di networking per individuare sul territorio tutte le risorse a disposizione delle gestanti e delle neomamme.

Speriamo sia l'inizio di un buon dialogo tra specialisti ed associazioni nazionali.

Un caro saluto,
il team di Progetto Ilizia

venerdì 6 aprile 2018

Festival della maternità - Padova - Date 13 – 14 – 15 aprile 2018

Il Festival della Maternità nasce come momento di incontro, informazione e formazione, sui temi della salute mentale e fisica relativi alla maternità.
Il festival si rivolge alle famiglie ed agli specialisti e operatori attivi nell’ambito della perinatalità.
Si alterneranno, infatti, momenti dedicati agli specialisti del settore perinatale: pediatri, psicologi, psichiatri, ginecologi, ostetriche, educatrici perinatali e consulenti per l’allattamento , a momenti dedicati alle famiglie con incontri divulgativi, laboratori espressivi e creativi.
Il festival rappresenta per l’associazione Kairos Donna l’occasione di organizzare il Congresso Nazionale sui temi della perinatalità, e contemporaneamente, informare le persone, sensibilizzandole al tema della salute mentale della donna e delle famiglie.

Tema 2018 –  I primi 1000 giorni

Lo stato di salute da adulti deriva anche da come sono andate le cose nei primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni. Dipende dall’epigenetica, un insieme di meccanismi che modulano l’attivazione dei geni e che sono influenzati da vari fattori ambientali. Giocarsi nel modo migliore possibile questi 1000 giorni è possibile.
Le condizioni di vita perinatale possono influenzare il rischio di ammalarsi da adulti di varie malattie. “Oggi è ampiamente riconosciuto che le condizioni di vita in utero e nei primi due anni hanno ampiamente a che fare con l’epidemia di malattie croniche non infettive che colpisce tutto il mondo” afferma il pediatra Umberto Simeoni, responsabile del CHUV, Centro Ospedaliero Universitario di Losanna, in Svizzera, che da tempo si occupa proprio di queste correlazioni.
La vita ha delle caratteristiche stupefacenti sin dalla sua alba prenatale. Basti pensare che dal concepimento comincia un dialogo tra madre e embrione fatto di messaggi ormonali perché il corpo della madre dia il lasciapassare al figlio, riconoscendo paradossalmente che è “un estraneo” ma anche “un invitato”, e con un procedimento biochimico molto complicato non lo espelle dal suo corpo. Questo dialogo continua nell’annidamento e nella crescita all’interno del corpo materno, fino all’evidenza della trasmissione all’interno del corpo della mamma di cellule e molecole fetali (con cui oggi si può fare anche diagnosi prenatale) che resteranno lì per anni, a memoria indelebile del passaggio del piccolo nel corpo materno, memoria incancellabile e talora anche terapeutica.
A livello psicologico il feto marca con la sua presenza la psiche materna e risente delle emozioni della gestante tanto da restarne a sua volta marcato: vari studi mostrano gli effetti dannosi per lo sviluppo mentale del bambino di una depressione materna non trattata durante la gravidanza e nel post partum. La gestazione modifica profondamente la psiche materna anche per vie ormonali; per esempio, tramite la produzione di ossitocina, l’ormone che determina l’attaccamento al feto.

Investire nei primi mille giorni in un’ottica di salute globale

I primi 1000 giorni rappresentano dunque un’importante finestra di opportunità per gettare le basi di una buona salute. Il documento di consenso HELP (Human Early Life Prevention) della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps)sottolinea che prendersi cura della salute dei neonati fa bene anche per la salute di quando saranno grandi.


Date: 13 – 14 – 15 aprile 2018


Il festival è organizzato in quattro diverse aree i cui eventi si svolgeranno simultaneamente nel corso delle tre giornate.

Per ulteriori informazioni:

mercoledì 28 febbraio 2018

Mamme che pensano solo ai figli: come riconoscere depressione e perdita di identità

La fragilità è normale, in maternità ed entro i 40 giorni dal parto, ma alcuni segnali sono chiari indicatori di un malessere profondo che non va sottovalutato. Assieme a una psicoterapeuta cognitivo-comportamentale abbiamo strutturato una guida al maternity blues rivolta alle neomamme - perché accettino consigli senza sensi di colpa - ma anche a tutti coloro che sono loro accanto

La gravidanza e il parto rappresentano qualcosa di meraviglioso, miracoloso, eccezionale. Nonostante il dolore, nonostante la fatica, nonostante tutto. Eppure, la nascita di un bambino può portare con sé difficoltà enormi per la donna, solo che troppo spesso si tende a minimizzare le proprie angosce e a sottovalutare le conseguenze del proprio stato d’animo. È così che fenomeni come la depressione in gravidanza, il maternity blues e la depressione post partum prendono piede e rischiano di provocare ripercussioni anche sui figli. Ci sono però dei segnali attraverso i quali si può avere la percezione di essere sfiorate o avvolte da questo vortice, segnali che possono notare le mamme o chi sta loro accanto. Da questi segnali si può chiedere aiuto e trovare la propria strada per uscire dal tunnel. Ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Veronica Simeone, curatrice del sito Mamma e Psicologia, presidentessa dell’Associazione progetto Ilizia e autrice della prefazione del libro "Mamme Sottosopra", che racconta le esperienze di  alcune mamme che sono riuscite a sconfiggere questo male.
 
Continua a leggere al link https://d.repubblica.it/life/2018/02/28/news/maternity_blues_come_curare_depressione_post_partum_mamme_che_pensano_solo_ai_figli-3871442/?refresh_ce

venerdì 23 febbraio 2018

La depressione in gravidanza raccontata da una mamma

“C’era una volta una donna, era felice, non le mancava nulla e la cosa più bella che aveva era il suo sorriso. Tutti glielo dicevano, il suo sorriso era meraviglioso e donava gioia a chi lo riceveva. La donna iniziò a desiderare di avere un figlio, perché si disse che due sorrisi erano sicuramente meglio di uno ! 
E così un piccolo inquilino andò a vivere dentro la sua pancia, ma appena fu così la donna si senti’ strana, la gioia lasciò il posto alla paura e il sorriso si nascose dietro alle lacrime. 
La donna non capiva il perché e non lo capivano nemmeno le persone che la incontravano. 
La donna si accorse di aver perso qualcosa di importante, non riusciva a trovare più la sua identità, e nessuno l’avrebbe più riconosciuta senza la sua identità. 

Sarebbe rimasta sola, sarebbe impazzita. 

La donna vago’ senza sosta alla ricerca di se’ stessa e nel tragitto si fermò ad ammirare i fiori che trovava lungo il percorso, erano tante mani pronte ad aiutare, erano parole, erano ascolto, erano comprensione... e così arrivò ad un ponte. Al di là del ponte scorgeva qualcosa, era una cassa, sapeva chi lì dentro c’era la sua identità, avrebbe voluto correre per raggiungere l’altro lato del ponte, ma i suoi passi erano lenti come quelli di una tartaruga. 
Allora capi’ che avrebbe impiegato nove mesi per attraversare il ponte, ma la luce che scorgeva era vera e lei seppe che ci sarebbe arrivata. 
Doveva solo avanzare faticosamente come una tartaruga.” O.

martedì 29 agosto 2017

Non esiste la madre perfetta, ma si può essere una buona madre

Insegnerai a Volare, ma non voleranno il Tuo Volo.
Insegnerai a Sognare, ma non sogneranno il Tuo Sogno.
Insegnerai a Vivere, ma non vivranno la Tua Vita.
Ma in ogni Volo, in ogni Sogno e in ogni Vita,
rimarrà per sempre l’impronta dell’ insegnamento ricevuto.
Madre Teresa di Calcutta


A volte è davvero difficile diventare madre”.
Sì, ne vale la pena. Sì, è l’esperienza più importante che una donna può arrivare a vivere. Sì, niente vi segna di più che il momento in cui sosterrete finalmente tra le vostre braccia il figlio che è appena uscito da voi, deliziosamente sporco, umido, caldo, che vi guarda negli occhi come per dire: ti conosco.
Tuttavia, è difficile. E non solo perché non si dorme più, per il travaglio, per le cure di cui ha bisogno un neonato (così piccolo e così intelligente), né per il mix di ormoni che vi lascerà totalmente in subbuglio per diverse settimane dopo il parto.
Non dipende nemmeno dalla mancanza di esperienza e dall’incertezza su come lo stiate crescendo, né i dubbi e i commenti dei familiari, buoni sì, ma che non fanno altro che aumentare la vostra insicurezza e le vostre paure.
E’ molto più di questo. E’ la rottura con la propria identità, con quello che fino a quel momento vi aveva definite: i vostri progetti, le vostre ambizioni, il vostro lavoro, i vostri amici, il vostro corpo e tutto ciò che dicevate vostro. Il vostro tempo, la vostra vita
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https://lamenteemeravigliosa.it/non-esiste-la-madre-perfetta-ma-si-puo-essere-una-buona-madre/

lunedì 28 agosto 2017

Depressione e Ansia in gravidanza - una testimonianza

Depressione e Ansia in gravidanza - una testimonianza

Ciao a tutte!
Il mio bambino è nato il 17 maggio. Ho assunto antidepressivi ed ansiolitici per tutta la gravidanza, in dosi minime naturalmente. Vi assicuro, non è stata una passeggiata perchè nonostante i farmaci ho sofferto di terribili attacchi di panico e sono stata malissimo. Volevo dire a tutte quelle che soffrono di ansia e/o depressione di non rinunciare ma di farsi seguire da un bravo psichiatra o neurologo. La depressione è una malattia e va curata. Se volete informazioni sono a vostra disposizione.

http://gravidanza.alfemminile.com/forum/gravidanza-e-antidepressivi-fd4741553