Visualizzazione post con etichetta psicoterapia cognitivo comportamentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicoterapia cognitivo comportamentale. Mostra tutti i post

martedì 26 gennaio 2016

Depressione in gravidanza e nel post-partum: come curarala con la psicoterapia

Il periodo della gravidanza e il post-partum sono momenti in cui la donna è molto vulnerabile e può essere più soggetta a problemi di depressione.
nei giorni immediatamente successivi spesso donne sperimentano un leggero stato depressivo denominato "baby blues", in quanto caratterizzato da un velo di malinconia. È una reazione piuttosto comune che tende a svanire in pochi giorni ed è caratterizzata da crisi di pianto senza motivi apparenti, irritabilità, inquietudine  e ansietà.
Nella depressione post-partum invece i sintomi possono durare anche per un anno e sono rappresentati da:
  • Umore depresso
  • Mancanza di piacere ed interesse nelle abituali attività
  • Disturbi del sonno e/o dell'appetito
  • Iperattività motoria o letargia
  • Faticabilità o mancanza di energia
  • Sensi di colpa, bassa autostima, sentimenti di impotenza e disvalore
  • Ridotta capacità di pensare o concentrarsi
  • Pensieri ricorrenti di morte.
  • Irritabilità
  • Labilità emotiva
  • Ansia e preoccupazioni
  • Alterazioni dell'appetito
Oltre a questi sintomi si rilevano anche disturbi nella relazione madre-bambino quali considerare il bambino come un peso, non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino, avere pensieri di avversione verso il bambino e la paura di restare sola con lui, pensare di essere madri e mogli incapaci, non riuscire a concentrarsi nelle cose quotidiane, che hanno a che fare con l'interazione madre-bambino.
Alcune semplici domande inoltre possono aiutarci a comprendere meglio lo stato umorale della neomamma:
Riesce a dormire quando il bambino dorme?.
Mangia con gusto e appetito, oppure svogliatamente? Oppure tende a mangiare tanto, ma senza piacere?
Esce volentieri di casa o preferisce evitare di uscire?
Le fa piacere prendersi cura di se stessa o non gliene importa niente?
Le sembra che il bambino sia un carico troppo pesante per lei?
È importante ricordare che una depressione post-partum non curata tende a cronicizzare, diminuendo nella madre depressa la capacità di prendersi cura del neonato in modo adeguato e di sviluppare un'armonica relazione con il proprio figlio.

Le cause di insorgenza sono molteplici e coinvolgono fattori di diversa natura:
Biologici come la diminuzione di estrogeni e progesterone
Fisici come la stanchezza e lo stress indotti dai nuovi ritmi imposti dal bambino che comportano alterazioni dei ritmi sonno –veglia.
Psicologici quali una personalità caratterizzata dalla bassa autostima o tendente al perfezionismo;
Sociali come la giovane età, l'inesperienza e la scarsità di aiuto e sostegno;
Cognitivi, come il nutrire aspettative irrealistiche sull'essere madre o su bambino.

Terapia Cognitivo Comportamentale

La terapia cognitivo comportamentale (TTC) considera il modo in cui le persone pensano e agiscono, per aiutarle a superare i loro problemi emotivi e comportamentali. Questa metodologia si basa su principi chiari e semplici e comporta un approccio ragionevole e pratico in grado di aiutare le persone a superare i loro problemi.
L'efficacia della TCC nella cura di numerosi disturbi psicologici e stata ampiamente dimostrata da numerosi studi scientifici, molti dei quali indicano che la TCC è più utile del solo uso di farmaci per il trattamento dell'ansia e della depressione. 
In seguito a queste ricerche, sono stati sviluppati metodi di trattamento più brevi e più intensivi per la cura di specifici disturbi d'ansia come il panico, la fobia sociale e le continue preoccupazioni. Inoltre le ricerche dimostrano che chi ha seguito una TCC per problemi vari - in particolare per ansia e depressione - mantiene i risultati nel tempo, a quindi incontro ad un minor numero di ricadute di che ha seguito altre forme di trattamento psicoterapeutico. La chiave di tale efficacia risiede in buona parta nella pratica psicoeducativa insita nel trattamento, infatti le persone che seguono una TCC ricevono molte informazioni riguardo al loro disturbo, al loro funzionamento mentale e questo gli permette di acquisire importanti strumenti e di diventare a loro volta terapeuti di se stessi
I principali disturbi per cui è stata dimostrata l’efficacia della TCC sono
Ansia
Depressione
Disturbo da attacchi di panico
Fobia sociale
Fobie specifiche
Disturbo ossessivo compulsivo
Disturbo bipolare
Dipendenze
Disturbi alimentari
Disturbi di personalità
Disturbo post-traumatico da stress
Gestione della rabbia
Problemi relazionali

Un concetto cardine della TCC è che le emozioni dipendono dai pensieri. Di conseguenza la TCC lavora sul principio secondo cui è possibile vivere più felicemente se si pensa in modo sano. Questo principio è un modo molto semplice per riassumere la TCC.

Secondo la TCC è il significato che diamo a ciò che ci accade e alle situazioni che viviamo e osserviamo che influenza e determina la nostra risposta emotiva. A volte però accade che attribuiamo agli eventi un significato non sempre realistico e corretto il che ci provoca disagio, in tal caso è bene soffermarsi sui nostri pensieri, credenze e significati per elaborare un pensiero più efficace e funzionale.



Depressione post partum: sintomi e cura


In molte culture, tra cui quella occidentale, la nascita di un bambino viene sempre accolta e considerata come un evento felice, un’occasione di festa: questa immagine idealizzata della maternità è però, talvolta, in forte contrasto con il vissuto intimo della madre stessa, che può facilmente andare incontro ai sintomi della depressione post partum. Diventare madre comporta molti cambiamenti nella vita della donna (le continue richieste di accudimento del neonato, una nuova organizzazione del proprio tempo e delle proprie abitudini, difficoltà nell’ambito lavorativo, ecc.) e della coppia (percezione di uno scarso sostegno da parte dei compagni, difficoltà nel vivere la sessualità, cambiamento nei ruoli, ecc.).
Nei giorni immediatamente successivi al parto, è perciò considerato assolutamente “fisiologico” un periodo caratterizzato da calo dell’umore e instabilità emotiva (il cosiddetto baby blues, con riferimento allo stato di malinconia che caratterizza il fenomeno): oltre il 70% delle donne sperimenta e manifesta sintomi associabili a una leggeradepressione post partum, ma caratterizzati da transitorietà (tendono a scomparire entro pochi giorni) e che non necessariamente si trasformano in un vero e proprio disturbo.
La vera e propria depressione post-partum o depressione post-natale (DPN), che invece sembra colpire circa il 10-20% delle donne nel periodo immediatamente successivo al parto, è solitamente caratterizzata da sentimenti di tristezza, senso di colpa, ansia, senso di inutilità, difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni anche banali, disturbi del sonno e dell’appetito, pensieri suicidari o di morte, perdita di interessi e mancanza di energie. I sintomi della depressione post partum non sono transitori e possono persistere (variando d’intensità) anche per molti anni, e quindi avere conseguenze più o meno dirette non solo sulla madre, ma anche sul figlio e sull’intero nucleo familiare.